Giulio Iasolino
Nasce a Monteleone Calabro nel 1537, da Mario Iasolino e Lucrezia Galfuna, patrizi monteleonesi discendenti da un antico casato.
Studia prima presso l'università di Messina, ed in seguito a Napoli, frequenta i corsi di anatomia e medicina di Filippo Ingrassia. Nel 1563 ottiene la cattedra di anatomia presso l'Università e in quello stesso periodo svolge la sua professione presso l'ospedale degli Incurabili.
Scrive diversi trattati di anatomia umana, tra cui "Questiones anatomicae et Osteologia parva", "De acqua in pericardio" e "De poris coledochis et vescica fellea".
Dal 1573 prescrive sempre con maggior frequenza i bagni termali d'Ischia e nel 1588 viene pubblicata la sua opera dal titolo "De rimedi naturali che sono nell'isola Pithaecusa, hoggi detta Ischia". L'opera è dedicata a Donna Geronima Colonna, Duchessa di Monteleone, che grazie al suo sostegno fece restaurare a proprie spese il Bagno del Gurgitiello, avendo ottenuto con quelle acque la guarigione, alla quale nè le acque del Cantariello nè in più rinomati bagni di Pozzuoli avevano giovato.
Nella sua opera egli scrive:"Già sono quattordici anni ne' quali io di mia libera volontà, per comune utilità del Mondo,così aiutandomi la divina bontà et clementia, ogni anno vado visitando questi bagni d'Ischia, vedendo diligentemente i luoghi, et esaminandovi tutte le miniere, et le cave et finalmente c' 'l maggior giuditio, che posso, osservando i carii, et stupendi effetti et utilità che operano ne' corpi ammalati et negli sani, et dopo moltissime fatiche che ho preso nel navigare questo mare, facendo poco conto de' pericoli che correvo de' corsari, parve cosa degna, si conveniente a me, et agli amici miei, che io ancora ne dicessi il parer mio". Ed ancora: "Quel che abbellisce ad ogni modo quest'isola sono i bagni così pretiosi per la salute humana, e i Napolitani ponno farne fede che ogni anno con l'esperienza li conoscono. Havrà circa trenta bagni, tutti utilissimi alle parti de i corpi humani secondo il bisogno".
Nel 1586 il grande incisore romano Mario Cartaro mise a punto la "Carta dell'Isola D'Ischia" (cartina geografica) sulle precise indicazione che il Iasolino gli fornì.

